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Tra i “Burda” e le biglie di vetro

vincendo la vergogna, posterò a breve una documentazione fotografica dello stato in cui vige la stanza dalla quale sto scrivendo.

è da circa un anno che i lavori per il raggiungimento di un minimo di decoro nell’arredamento del mio studiolo sono in progress e stamattina, poco dopo essermi svegliata al bip di 1 sms ricevuto, ho deciso che la mission di questa settimana deve essere porre fine una volta per tutte a cavi aggrovigliati + poltrona/divano inutilizzabile perché occupato da tutt’altro + armadi stracolmi che se li apri spensieratamente rischi la vita + libri e dvd che sai che ci sono ma solo a cercarli ti passa la voglia … e allora ho iniziato dallo smantellamento del PC fisso - un compaq decente ma effettivamente inutilizzato - e del monitor: case aperto e ridipinto di nero (storia lunga), cavi e accessori imbustati e domenica lo porto alla mia gioia, così lei si risparmia qualche soldino e io faccio spazio.

il seguente riassetto della scrivania è stata poi cosa relativamente breve e adesso turbano l’ordine solo alcuni pupazzini in cerca di fissa dimora.

…ma…

al momento di voler/dover ruotare un armadio, io e mia madre abbiamo convenuto che fosse il caso di svuotarlo un po’, ché i piedini che da 15 anni e più lo sostengono non hanno l’aspetto propriamente robusto e quindi, munite di cesti e conche, ci siamo messe ad alleggerirlo. presto, molto presto, i contenitori hanno iniziato a traboccare e da questi si è passati ad occupare qualunque superficie vagamente piana e approssimativamente libera.

incredibile la roba che può starci in 4 sportelli e 1 cassetto di un insignificante armadietto bianco: vecchi diari del liceo, risme, fogli e cartelline, buste gommate e da lettera, pastelli, tempere, pennarelli, acquerelli, squadrette e vocabolari in quantità industriale, giornali e giochattolini che neanche in una cartoleria. ovviamente è impensabile che tutto ciò rientri là dentro, ci vorrebbe Houdini! tante cose però mi spiace buttarle, ché sono sempre ricordi e alla fine adotterò il metodo dello scatolone: metto via ma comunque so che sono lì, come direbbe Ligabue.

adesso mi sono presa una pausa.

se nei prossimi giorni non facessi più capolino nei vari aggregators e qualcuno venisse a recuperare i miei resti, beh … cercatemi là, tra i “Burda” e la collezione di biglie di vetro.

7 Responses to “Tra i “Burda” e le biglie di vetro”

  1. dontyna Says:

    Niente può essere più in disordine della mia camera al momento di avvicinarsi ad un esame: fogli, appunti, quaderni, schemi e libri sparsi ovunque! Complimenti per la pazienza di mettere in ordine…

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